Nata nel 2001 dalla fusione delle due storiche cantine di Gries e di Santa Maddalena, grazie alle uve conferite dai 200 soci, la Cantina Bolzano rappresenta una delle realtà di primo piano nel panorama dei vini di qualità dell’Alto Adige; da oltre 300 ettari vitati, posti ad un’altitudine compresa fra i 205 e i 700 metri sul livello del mare, provengono eccellenti vini dalle uve simbolo della zona, Lagrein, Moscato Rosa, Moscato Giallo, Schiava, Silvaner e Gewürztraminer. Non manca inoltre la valorizzazione di quei vitigni “internazionali” che qui hanno trovato una vera terra d’elezione: su tutti Merlot (da provare assolutamente Siebeneich Riserva), Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc (da cui si realizza l’ottimo Mumelter Riserva), ma anche Chardonnay, Sauvignon Blanc, Müller – Thurgau, Pinot Bianco e Pinot Nero.
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Riesling tedesco. La mappa dei territori e dei profumi (finalmente)
Geologia o vino? Quando si parla di Riesling le due cose si sovrappongono ad ogni sorso
Il decalogo del perfetto enologo che il presidente di Assoenologi non leggerà mai. Scommettiamo?
«Quando dico che bisogna ridare spazio ai professionisti mi riferisco anche alla necessità di chiudere con un passato nel quale tanti opinion leader e comunicatori si sono improvvisati tecnici suggerendo ai produttori come dovevano realizzare i propri vini. E qualcuno, purtroppo per lui, ci è anche cascato» (Riccardo Cotarella, intervista al Sole 24ore ) Ah, signora mia! Sapesse quanto sono d’accordo con il dottor Cotarella quando dice certe cose sui comunicatori che si mettono in testa di fare gli enologi.
Racconto impegnato dei Mondiali di Barolo 1996, partendo dal prevedibilissimo podio
Che da una possibile collaborazione tra Dante Scaglione (enologo di Bruno Giacosa dal 1996 al 2007, poi tornato come consulente nel 2010, ndr) e l’azienda Vigna Rionda-Massolino si sia poi arrivati alle Baroliadi 1996 è uno di quei fenomeni antropologici da Forum del Gambero Rosso in cui grossissima parte del merito va ad Alessandro “Wineduck” Parisi e Francesco “Baroloonline” Oddenino. Eccoci quindi in pista: Magliano Alfieri, 13-14 aprile, Campionato del Mondo dei Barolo 1996
Racconto impegnato dei Mondiali di Barolo 1996, partendo dal prevedibilissimo podio
Che da una possibile collaborazione tra Dante Scaglione (enologo di Bruno Giacosa dal 1996 al 2007, poi tornato come consulente nel 2010, ndr) e l’azienda Vigna Rionda-Massolino si sia poi arrivati alle Baroliadi 1996 è uno di quei fenomeni antropologici da Forum del Gambero Rosso in cui grossissima parte del merito va ad Alessandro “Wineduck” Parisi e Francesco “Baroloonline” Oddenino. Eccoci quindi in pista: Magliano Alfieri, 13-14 aprile, Campionato del Mondo dei Barolo 1996. In campo praticamente tutti i top della denominazione, pronti ad una bevuta così memorabile che è stato necessario spezzarla in due sessioni
Un terzo degli intervistati non trova grandi differenze tra Prosecco e Champagne. Astenersi provocatori
La notizia di oggi è che lo spread tra Prosecco e Champagne si è tremendamente abbassato e, stando ai consumatori britannici, la parità è dietro l’angolo. Lo afferma la Mintel’s British Lifestyles, un’agenzia specializzata in ricerche di mercato che ha di recente pubblicato i risultati di migliaia di interviste ai consumatori.
Mondovino: Viaggio sentimentale nel Vigneto Veneto (tra le fiere di Vicenza e Verona)
Il viaggio di quest’anno è stato un percorso fra quei luoghi che parlano una lingua conosciuta, sonorità famigliari e care. Nessuna esotica isola, o paesini a cavallo dei Pirenei animati da pochi volti segnati dal caldo e dalla vigna
Tutto quello che avremmo sempre voluto chiedere a Peter Gago, l’enologo del Penfolds Grange
Peter Gago è alla Penfolds Wines dal 1989 e dal 2002 è il chief winemaker, cioè il quarto enologo dalla fondazione della cantina a fare il vino di fama mondiale noto a tutti come Grange. Nel 2012 l’Institute of Masters of Wine lo ha riconosciuto Winemakers’ Winemaker, titolo che va ad aggiungersi a quello di Winemaker of the Year assegnatogli da Wine Enthusiast Magazine nel 2005.
La trasparenza come soluzione. Tracce dal Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia
Guardate, preferisco non dilungarmi troppo. Non vi spiegherò quindi cos’è il Festival Internazionale del Giornalismo che si tiene in questi giorni a Perugia ed eviterò di soffermarmi sul perché si tratti del più importante appuntamento annuale dedicato non solo ai temi della professione ma anche e soprattutto a quelli della rete, e di come questa si inserisca nella nostra fruizione delle notizie attraverso i social media. Preferisco andare dritto al punto e raccontarvi di un panel cui ho assistito ieri pomeriggio e che potrebbe avere alcuni aspetti che ci riguardano da vicino, noi che tutti i giorni consumiamo contenuti (creati più o meno professionalmente) sul vino
Löwengang Chardonnay Alois Lageder. Dal 1999 al 2010 una certa idea di Borgogna in Alto Adige
Dalla prima annata prodotta nel 1983 sono passati trent’anni. Il vigneto Löwengang (letteralmente “Passo del leone”, corridoio, passaggio) nella zona meridionale dell’Alto Adige ha sempre reso giustizia al suo terreno dolomitico con minimi residui morenici.
E fu querela. Il Consorzio del Brunello di Montalcino porta Soldera in tribunale
Oggi facciamo una cosa insolita: pubblichiamo un comunicato stampa (non prendeteci il vizio). “Il Consorzio del Brunello di Montalcino, ritenendo fortemente lesive le affermazioni di Gianfranco Soldera riportate dal Corriere della Sera del 26 marzo scorso, ha deciso di sporgere una querela per diffamazione nei confronti del Soldera stesso”. Il Presidente del Consorzio, Gianfranco Bindocci, aggiunge: “riteniamo la querela un atto dovuto per tutelare l’immagine dei produttori, del Brunello e di tutto il territorio di Montalcino
Capire alla svelta come vendere il vino in Cina. Dove i blogger fanno tendenza, altroché
Sono di ritorno da un interessante viaggio di lavoro in Cina, tra Pechino e Shangai, dove ho incontrato ristoratori, sommelier, distributori di vino, responsabili acquisti food & beverage di due importanti catene alberghiere internazionali (presenti nelle due metropoli), e qualche giovane più sveglio di altri che sta per avviare un’attività di importazione e distribuzione di prodotti alimentari dall’Italia e che terrò d’occhio con fondato interesse.
Il meglio della settimana in cui un Tavernello ci seppellirà
I post più letti negli ultimi sette giorni. 1 – Portare il Tavernello alla Fiera dei Vini Veri per vedere l’effetto che fa. Perché lo fa, eh .
La schiava non è un vitigno in via di estinzione. Non ancora, almeno
Di quando in quando Stefano De Santis ci invia le sue note di degustazione. È bravo ma non si impegna, avrebbe detto la mia prof del liceo. Nel mese di Ottobre del 2012, grazie ai biglietti omaggio messi in palio dalla redazione di Intravino, mi sono recato a Bolzano per la fiera “Autochtona” ed il “Tasting Lagrein” del quale scrissi anche un resoconto apparso su queste pagine. In quella occasione rimasi un po’ sorpreso per l’assenza, dai banchi d’assaggio, di aziende altoatesine che proponessero i loro vini a base Schiava
Bacco e Tabacco | Romeo Y Julieta Nr.2 con Porto Tawny 30 yo Pocas
E’ tra i cubani più amati e conosciuti al mondo, forse anche per la romantica evocazione shakespeariana. Romeo Y Julieta produce una gamma di sigari molto vasta, che culmina con i famosi sigari dedicati a Winston Churchill che ne era goloso fumatore.