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PokemonGo spiegato bene: cos’è, come funziona (e cosa può fare per voi e il vostro vino)

Thomas Vinterberg – regista di Festen e co-creatore del Manifesto Dogma95 con Lars Von Trier – in un piccolo saggio su Wired afferma che “il più potente strumento di aggregazione dei tempi di oggi rimane il vino”. Probabilmente ha scritto il suo pezzo prima che sui telefonini di tutto il mondo apparisse PokemonGo, l’app che di fatto ha cambiato per sempre la percezione della realtà aumentata, una tecnologia piuttosto risalente ma che fino ad oggi non era stata capita, né nella sua essenza né soprattutto nelle sue potenzialità espressive e di marketing. PokemonGo è solo l’ultimo di una sterminata serie di prodotti cartacei ed elettronici che sfrutta un universo nato una ventina di anni fa, e continuamente aggiornato, fatto di piccolo mostri (“pocket monster” da cui “Pokemon”) da collezionare sotto forma di carte da gioco – trading cards – e con cui organizzare battaglie e tornei con amici

Umbria Jazz come scusa per una panoramica sui vini di Perugia

Quando l’altro giorno ho letto il bel post di Sara su alcuni dei più vibranti locali di Perugia -pezzo che idealmente è possibile affiancare anche alla guida  a Umbria Jazz pubblicata l’anno scorso- ho subito pensato che sarebbe stato bello scriverne un altro dedicato ad alcune delle più interessanti cantine della zona. Della serie: dove bere è importante, cosa ordinare altrettanto. E poi recentemente in un’enoteca di Milano un amico mi chiedeva proprio dell’improvvisa crescita della scena cittadina, fenomeno tutt’altro che trascurabile che ha visto protagoniste diverse belle realtà nate solo negli ultimi anni, cantine anche molto piccole capaci di dare una scossa alla sonnolenta produzione di quelli che la denominazione chiama Colli Perugini.

I Mandorli | Biodinamica fin dall’origine: sangiovese, cabernet e terroir in Val di Cornia

Quando un’azienda in Toscana stupisce per il suo sangiovese fuori zona , ma raccoglie premi anche per il cabernet che produce, pare lecito pensare che le vigne sorgano in luoghi davvero speciali e fortunati. In questo caso si rivelano tali anche grazie alla biodinamica applicata praticamente sin dal principio, in un territorio tra il mare e le Colline Metallifere non certo semplice e accogliente, quindi da sempre poco considerato per la viticoltura

Mangiare a Roma: l’ultima Metamorfosi del ristorante di Roy Caceres

Se si sceglie un nome per un ristorante, poi tocca essere coerenti nel prosieguo dell’attività: Roy Caceres , cuoco colombiano di origine, italiano di adozione, internazionale nella sua espressione culinaria, lo è senz’altro, avendo applicato alla lettera quanto da lui espresso nel nome prescelto. Il suo ristorante ha subito una vera metamorfosi nell’ultimo anno, una sorta di studio concettuale che si ritrova appena varcata la soglia, anzi, già dalla porta esterna, cambiata per rendere più misterioso l’ingresso: la conferma che tutto è cambiato arriva da una differente gestione degli  spazi interni, ora più liberi, e dai  colori chiari, valorizzati grazie a luci studiate, un vuoto apparente che lascia concentrare meglio sulle portate e, quindi, sull’esperienza gustativa che non deve essere rovinata da sovrastrutture (borghesi si sarebbe detto una volta).

Apre McDonald’s in piazza Duomo a Firenze: dov’è lo scandalo?

Trent’anni come se non fossero passati: Firenze è famosa per essere città amante del suo passato, anche gastronomicamente parlando, ma negli ultimi tempi mostrava ottimi segni di risveglio, con la nascita di ristoranti dalle proposte accattivanti – molti dei quali hanno assunto importanza nazionale – paragonabili a quanto succedeva negli anni Ottanta, quando nacquero i locali che hanno fatto la storia recente della gastronomia.

Mangiare a Roma. I miei 17 posti del cuore (piccola guida più affidabile che modaiola)

Mangio sempre al ristorante, per lavoro e per passione – c’è chi se la passa peggio, purtroppo – e quasi mai mi affido alle guide di settore. Non per mancanza di fiducia o vis polemica ma perché non sempre si ha voglia di andare in posti blasonati, stellati, santificati. Capita di stare meglio altrove o sentirsi a proprio agio in locali che non rincorrono premi e punteggi ma sono comunque molto affidabili.