Che Tipo Di Vino…

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Alto Adige Val Venosta Riesling Doc Windbichel 2011, Castel Juval Azienda Agricola Unterortl

Il celebre alpinista Reinhold Messner, insieme a Gisela e Martin Aurich, hanno fondato l’azienda vinicola Unterortl nel 1992, e da subito la decisione è stata quella di puntare sulla qualità dei vini e dei distillati, sfruttando le ottime possibilità date dal colle Juval, pochi ettari di pendii baciati dalla benedizione del dio Bacco: qui, ad un’altitudine compresa fra i 630 e gli 850 metri sul livello del mare, si coltivano Pinot Bianco, Müller Thurgau, Pinot Nero, vitigni autoctoni come Flaueler, Blatterle e Zweigelt, e soprattutto Riesling. L’Alto Adige Val Venosta Riesling Doc Windbichel nasce da una selezione di uve, spesso impreziosite da muffa nobile, provenienti esclusivamente dal vigneto Windbichel, posizionato su di un pendio molto ripido, perfettamente esposto al sole ed ai venti, ad un’altitudine di circa 750 metri sul livello del mare; l’annata 2011 si presenta di colore giallo paglierino con ampie striature verdoline, decisamente consistente nel calice, regala intensi sentori di pompelmo, ananas, litchi, a cui seguono richiami agli agrumi, al frutto della passione, chiudendo con un bel kiwi ed una diffusa mineralità.

Collio Friulano Doc Ronco delle Cime 2012, Venica & Venica

Venica & Venica è una di quelle realtà storiche dell’enologia italiana, sempre capace di riscuotere elogi ed apprezzamenti sia in ambito nazionale sia in quello internazionale; situata a Dolegna del Collio in Friuli Venezia Giulia, l’azienda produce ottimi vini rossi come il Merlot Perilla o il Refosco Bottaz, ma è nei bianchi che raggiunge spesso e volentieri l’eccellenza: da ricordare (e soprattutto da provare) l’ormai celebre Sauvignon Ronco delle Mele, il Pinot Grigio Jesera, la Ribolla Gialla Adelchi, e molti altri, per una produzione complessiva annua che supera le 250 mila bottiglie. Qui da Venica & Venica le cose o si fanno bene o non si fanno, ed infatti è stata creata, secondo questa filosofia, una confortevole struttura ricettiva per la vendita e degustazione, e anche per il pernottamento dei tanti visitatori, amanti del vino e del suggestivo territorio del Collio. Fra i gioielli della cantina vi è anche il Ronco delle Cime, ottenuto da uve Friulano al cento per cento: l’annata 2012 si presenta di colore giallo paglierino splendente, piuttosto consistente nel calice, propone un bouquet olfattivo ampio e intenso, piuttosto fruttato con note di banana e pesca, a cui fanno seguito richiami floreali e minerali; in bocca esprime calore e grande spessore, fresco e piuttosto sapido, non manca la tipica nota di mandorla e un ritorno a note minerali.

Cara Borletti Buitoni, aggiunga il “Minuscolo pezzettino di carne con quattro fagiolini” di Enrico Crippa al suo curriculum. Offre Intravino

Questa settimana Il Premio “ Voce dal sen fuggita ” che lo chef Fulvio Pierangelini assegna quando si incazza, se lo aggiudica d’imperio il sottosegretario Ilaria Carla Anna Borletti Dell’Acqua in Buitoni. La motivazione, rilasciata alla rivista Panorama dallo chef pluristellato, recita: “ È il delirio di una snob calvinista, tutta retroguardia e qualunquismo “. Eccola, se ve la siete persa, la frase che ha consegnato alla storia il sottosegretario Borletti Buitoni facendole vincere il prestigioso premio:  «Giudico negativamente il livello degli chef italiani

Alto Adige Sauvignon Doc Puntay 2011, Erste + Neue

A Caldaro, in provincia di Bolzano, si trova Erste + Neue, cantina cooperativa che annovera più di 400 soci e una tradizione secolare che risale all’inizio del secolo scorso; se è interessante la produzione quantitativa, di circa un milione e quattrocentomila bottiglie all’anno, lo è ancor di più quella qualitativa, frutto di un’esperienza e di un’abilità che operano in simbiosi fra tradizione ed innovazione.

Cosa hanno in comune vini senza solforosa aggiunta e naturalità? Praticamente niente, secondo Sandro Sangiorgi

Se un giorno a Porthos cercassero un titolista io mi proporrei al volo: pagamento in vecchi numeri cartacei e bottiglie abbandonate nei sottoscala di via Mantegazza. Sarebbe un grosso affare per entrambi e per questo non si farà mai. La seconda premessa è che si potrebbe espiare l’impossibilità di commentare le miniature di Porthos solo legando nudo Sandro Sangiorgi a una vasca da 10.000 hl per poi usarlo come filtro umano nei travasi di mosti chimici protoindustriali

Collio Ribolla Gialla Doc 2012, Colmello di Grotta

Nata nel 1965 per volontà della signora Luciana Bennati, che con grande passione e impegno ristrutturò un piccolo borgo lasciato a se stesso, l’azienda Colmello di Grotta, condotta ora dalla figlia Francesca, rappresenta oggi una piccola ma eccellente realtà vinicola friulana, situata a Farra d’Isonzo, in provincia di Gorizia; la produzione annua di circa ottantacinquemila bottiglie è incentrata soprattutto sui vini bianchi,  e, come tradizione ormai del Friuli, da una parte a partire dai vitigni internazionali come Chardonnay, Sauvigon e Pinot Grigio, dall’altra dai vitigni autoctoni quali il Friulano e la Ribolla Gialla. Il Collio Ribolla Gialla Doc proveniente dalla vendemmia 2012 si presenta di un bel colore giallo paglierino, di media consistenza nel calice, si distingue al naso per freschissimi profumi fruttati e floreali, con un pizzico di mineralità: glicine, nespola, albicocca, fiori di campo, pompelmo e frutta secca. In bocca si apprezza per l’immediata freschezza e sapidità, dimostrando un buon carattere e una piacevolezza appagante; il finale sfuma a poco a poco con richiami ammandorlati e minerali.

Produttori: Colli di Serrapetrona – Marche

Tutto ruota intorno alla vernaccia nera, il vitigno che da oltre un secolo dimora nelle vigne di Serrapetrona e dei comuni limitrofi. Siamo nei Colli Maceratesi e la Tenuta Colli di Serrapetrona si è impegnata sin dal 1999, anno di fondazione, in un progetto di recupero che inizia dalle vigne e ha come obiettivo…

Trento Doc Brut Zell, Cantina Sociale di Trento

La cantina Sociale di Trento, fondata nel lontano 1956 da una decina di produttori, può vantare ai giorni nostri una partecipazione di oltre quattrocento soci e un interessante livello qualitativo dei propri vini, soprattutto di quelli bianchi come il Pinot Grigio Heredia e il Bianco Heredia da uve Chardonnay e Pinot Bianco, ma anche di quelli rossi dai vitigni Cabernet Sauvignon, Merlot, Lagrein, Marzemino e Pinot Nero; da cercare e provare assolutamente è il Trento Doc Zell, uno spumante metodo classico realizzato da uve Chardonnay coltivati in località Zell, con vigneti situati ad un’altitudine di circa cinquecento metri sul livello del mare. Dopo un’accurata vendemmia manuale e una permanenza sui lieviti di più di due anni, circa 28 mesi, si presenta nel calice di colore giallo paglierino splendente, ricco di fini e persistenti bollicine; i profumi fragranti e intensi richiamano gli agrumi e la pasticceria secca, minerale, con note di pistacchio e gelsomino. In bocca propone una struttura decisa e piena, fruttato e minerale, si percepisce fresco e abbastanza morbido; davvero gustoso e convincente, un metodo classico che può accompagnare con estrema versatilità piatti mediamente complessi e strutturati, dall’aperitivo ai secondi piatti di pesce, passando per antipasti e primi piatti come un tagliere di prosciutto crudo di san Daniele o un risotto di baccalà

Sarà S.A. Brut Spumante Metodo Classico, Di Lenardo Vineyards

Ad Ontagno, in provincia di Udine, si trova la dinamica azienda Di Lenardo Vineyards, la quale può vantare una tradizione enologica ormai secolare ed una gamma di vini fra i più interessanti del Friuli Venezia Giulia; ai piedi delle Alpi vengono coltivati a vite circa 40 ettari, toccati dai generosi venti provenienti dal mare Adriatico che rendono il clima adatto alla produzione di uve di alta qualità. La cantina condotta da Massimo – Max – Di Lenardo realizza circa seicentomila bottiglie all’anno, esportandone un buon 70%, con una gamma di prodotti quanto mai completa e versatile che spazia dai vini bianchi e rossi, arrivando sino ai rosati, ai passiti e agli spumanti; le bellissime ed accattivanti etichette, coronano una produzione che valorizza molto bene i vitigni autoctoni come Ribolla Gialla, Friulano,Verduzzo e Refosco, ed esalta quelli internazionali di origine francese fra i quali Chardonnay, Sauvignon, Merlot e Cabernet. Il Sarà S.A.

Garantito Igp: Borgo di Gete, il misterioso Tintore della Costiera Amalfitana

C’è una terra silente tra Ravello e Amalfi di tredici frazioni e nessun comune: si chiama Tramonti perché non ha alcun nome e per duemila anni è stata accessibile solo dal mare. Poi gli uomini hanno costruito la strada che dall’inferno di cemento dell’Agro nocerino sale sale sale sino al Valico di Chiunzi traghettando i passanti dall’inferno urbanistico al paradiso di castagni, querce, vigne, olivi e vigne sino al mare dove bagnano i piedi borghi da favola: Minori, Maiori, Amalfi, Atrani…

Tengo famiglia. Il “vino da ristorante” come ultima novità ed estrema risorsa

Un tempo le cantine sociali, nel corso di un’onorata carriera fra gli scaffali dei supermercati, inciampavano puntualmente nella produzione di una linea per la ristorazione: vini di fascia più alta (o forse gli stessi, con un abito diverso) e interdetti ai buyer della GDO. Da ultimo diverse aziende di qualità hanno mutuato la stessa definizione, ma con un’accezione un po’ più eccentrica: molti produttori che fino ad oggi, con listini da passamontagna, si sono smarcati dallo scaffale del supermercato per garantire al consumatore finale vini di eccellenza, ora fanno i conti col crollo verticale dei consumi al ristorante delle bottiglie di fascia medio-alta.