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Cose che non mi fanno più tornare in un ristorante: il titolare che urla in sala ai dipendenti

Ci scrive una fedelissima lettrice da Verona: Sono una cliente del Pompiere che non trova mai posto durante il Vinitaly perché al locale gli va l’acqua per l’orto (e infatti anche al telefono il titolare non è il massimo della simpatia), finalmente trovo un tavolo e vengo trattata benissimo dai camerieri. Poi si epifanizza quella faccia da spigola del titolare, credo chef a giudicare dal cappello che porta una ventata di prescindibile antipatia. Va da quello che taglia i salumi il quale era appena venuto al mio tavolo e si era comportato benissimo e gli fa un culo infinito non so su che tema ma dicendo – a sala piena – a lui e alla collega che così non si va avanti perché non hanno capito come si lavora e che dopo avrebbero fatto i conti

Milano Whisky Day 2016 | Nel tempio dello spirito scozzese (passando per l’entrata principale)

Sabato 14 maggio a Milano si è tenuta nelle sale dell’hotel Marriott la seconda edizione del Milano Whisky Day, un format diverso dalle giornate autunnali del festival milanese, ma con le stesse scene e regia. Più raccolta e meno marketing-oriented, la manifestazione ha attratto un vasto pubblico di appassionati, tra cui molti under 30: il whisky è ormai giovane e hipster.

Ma quanto mi costi, caro il mio Salone del Gusto?

Che un po’ di soldini facciano bene anche alle tasche di Slow Food ci può stare, ma se spendo qualche centinaio di euro al Salone del Gusto, cosa mi offrite in cambio? La domanda, pertinente eccome, se la pone Mike Tommasi su Facebook e a noi piace rilanciarla per amor di dibattito. Al mio tre scatenate quello che vi pare

Se un alunno della scuola alberghiera ti chiede di Gualtiero Marchesi

Il mio pellegrinaggio da Gualtiero Marchesi è iniziato quando lui era ancora in via Bonvesin de la Riva , a  Milano : troppo geniale quest’uomo per il sottoscritto, all’epoca  divoratore di riviste di enogastronomia, insegnante di cucina alla  scuola alberghiera, appassionato in cerca di novità gastronomiche. Il mondo – che poi è diventato il mio mondo, da un punto di vista di critico del settore – mi prendeva e, quindi, la voglia di conoscere questo cuoco così alternativo e fuori dagli schemi da me vissuti  diventò imperiosa: finalmente una persona di cucina che parlava di cultura, di musica, di arte, argomenti che non ritrovavo nelle cucine che frequentavo.

E non chiamatela pizza gourmet. Gusto Madre ad Alba: cronaca di un successo annunciato

Ad Alba non si parla d’altro perché quando arriva una pizza che ti conquista al primo morso non c’è deviazione gourmet che tenga: non scopriamo certo noi Massimiliano Prete – salentino adottivo di Saluzzo, dove il suo Gusto Divino ha già “Tre Spicchi” su “Pizzerie d’Italia 2016” del Gambero Rosso – ma con quattro presenze in 7 giorni ho ragioni da vendere. Iniziamo dalla fine: non chiamatela pizza gourmet